Acqua calda per il tè

soggetto di Massimiliano Artibani

Un’anziana signora vive sola da diversi anni ormai nella sua vecchia casa. Le piace vestirsi in maniera sobria, non vuole destare troppo all’occhio nei suoi 74 anni ben portati. una camicetta a tinta unita azzurra o beige, su dei pantaloni lunghi scuri o chiari a seconda della stagione che vanno stringendosi verso la caviglia ed infine delle scarpe comode con la suola di gomma per camminare senza eccessivi dolori alle ossa. Ogni mattina beve il suo bicchiere di acqua tiepida e limone, prima di svolgere i suoi esercizi di ginnastica e respirazione. Poi fa la sua passeggiata per il quartiere, camminando con passo non troppo lento ne troppo veloce, il necessario per assaporare i rumori delle stagioni. Occhi aperti ed orecchie tese continua a ripetersi, le parole che aveva imparato da bambina quando era agli scout. A quel tempo era anche nato il suo amore per la cucina e per i dolci in particolare.

Ha un’amica, una vicina di casa vedova che vede tutti pomeriggi per cucinare insieme le madlenette lei vuole insegnare all’amica come realizzare i biscotti perfetti e compiere la cerimonia del te in stile giapponese salutandosi con la fase tipica.

Nella cultura giapponese esiste una frase : ICHI GO ICHI E è un frase legata tradizionalmente alla cerimonia del tè e al buddismo zen. Letteralmente significa “una volta un incontro”, vale a dire che ogni incontro è per una sola volta nella vita di conseguenza tutto deve essere preparato alla perfezione e l’ospite deve apprezzare ciò che si sta facendo per lui in quell’unica occasione irripetibile. La vita stessa è un susseguirsi d’incontri singolari e speciali nella loro singolarità. Rendendo ogni momento speciale si apprezza il valore della vita. Il viaggio della nostra signora è alla ricerca della singolarità di ogni incontro, della specialità di ogni evento per sentirsi parte fondamentale di un grande disegno

La nostra signora ama ogni giorno compiere lo stesso percorso e cercare di scoprire ogni volta un nuovo piccolo dettaglio

Nella sua passeggiata mattutina non era certo cosí precisa ogni giorno, non voleva sentirsi ossessiva, ma non poteva mancare la sua sosta alla vecchia edicola sull’angolo della piazza di fronte ai giardini pubblici, lí comprava ogni giorno qualcosa di nuovo, una rivista sull’arte o qualcosa sulla cucina di paesi lontani, oppure sulla scienza o la natura, si metteva a leggere poi seduta sulla panchina. Ogni tanto il suo sguardo si allontanava dalle lettere piccole scritte sul foglio patinato e seguiva un pensiero, come una foglia o un legnetto trascinato dalla corrente di un fiume, i pensieri prendevano il sopravvento piano piano, a volte diventavano tumultuosamente ricordi, lontani, pensava al figlio, ai nipoti, vivevano lontani e non riusciva mai a salutarli. A casa Non ha mai avuto un computer o un telefonino, solo un vecchio telefono di quelli ancora con il disco in cui  la sola scelta del chiamare assumeva una sua ritualità gestuale, come se si stesse preparando un momento in particolare della vita. Ogni volta per chiamare ci volevano minuti di preparazione, troppi per i sistemi digitali e le linee internazionali, cosí tutte le volte che provava a chiamare il figlio non trovava la linea e viveva quel momento come una sconfitta. Per lei ogni gesto aveva un’importanza specifica, tutto nella sua vita assumeva  il senso della ritualità era un modo per sentire di aver un senso e due posto specifico nella vita e potersi sentire utile e meno sola.

Tutte le sere annota sopra i suoi diari le cose che ha imparato e le nuove conoscenze che ha fatto. Ha diari per diversi argomenti, in uno sono annotate tutte le ricette che aveva appreso quando poco più che adolescente quando aveva lavorato in una pasticceria di uno dei più grandi pasticceri di francia, Un incontro fantastico

In un altro ci sono scritti tutti i rimedi erboristici e naturali che aveva conosciuto quando passò una lunghissima estate tra i frati dell’Abbazia di Trisulti in Italia, un’altro momento magico.

In un’altro tutti i segreti dell’idraulica per la casa appresi grazie a quel giovane ed aitante ragazzo che l’aveva aiutata a sistemare la vecchia catapecchia in montagna.

Poi il libro con tutti i segreti di falegnameria del suo vecchio marito morto costruttore di barche

e cosí via, ogni incontro nella sua vita era stato speciale ed ogni nuova conoscenza lei l’aveva annotata.

Grazie a tutte queste conoscenze acquisite nel tempo e a tutte le sue annotazioni lei riusciva benissimo ad essere autonoma ed a condurre una vita senza spese eccezionali,

In pratica si faceva tutto da sola in casa

Nonostante la sua vita tranquilla, la signora si sente un po’ ferma,

Una mattina vede dalle sue finestre l’ambulanza di fronte alla casa della sua amica, esce di corsa in pantofole per sapere cosa fosse successo e scopre che la sua amica è morta, per un attacco di cuore, l’hanno trovata senza vita sorridente nel suo letto abbracciata al cuscino con accanto il romanzo aperto di Barry Lindon e un dildo.

Per lei è un fulmine a ciel sereno, improvvisamente si ritrova sola. il giorno del funerale è molto triste perché si sente di aver perso il suo punto fermo, ma quando per l’estremo saluto la vede nella bara con quel sorriso soddisfatto, le scappa una risata e comprende che in fondo la sua amica le ha fatto un ultimo regalo, quello di cambiare cercare nuove avventure, nuovi incontri

La signora vive in una frenetica cittadina piena di vita, un luogo dove certo non mancano occasioni d’incontri anche speciali, però dove ognuno é un’isola, una monade in un universo costellato di persone e tutti quanti presi dalle loro esistenza comunicano decisamente poco gli uni con gli altri. La gente che abita questo luogo è quotidianamente presa dalla frenesia della propria vita e comunica soprattutto attraverso gli smartphone ed i social nell’illusione di intrattenere un gran numero di relazioni sociali, la signora però non sa usare questi “aggeggi infernali”, preferisce scrivere lettere perché le permettono di comunicare meglio le emozioni ed i sentimenti che altrimenti sarebbero costretti in pochi simboli o emoticon. Scrive molte lettere al figlio, raccontandogli le sue riflessioni e le sue emozioni quotidiane osservando tutta questa cittadina in movimento che le scorre intorno, gli racconta anche il dolore che sente percependo tutta questa terribile superficialità e quanto si senta sempre più inutile e messa da parte, ma purtroppo non riceve nessuna risposta scritta cosa che lei desidererebbe molto. Molto raramente riceve una video-chiamata da parte sua, ma lei non sapendo usare quel maledetto aggeggio non riesce a rispondere mai in tempo e si dispera restando a fissare il fermo immagine del figlio e dei nipoti come congelati sullo schermo del videotelefono. la sua ricerca disperata di contatti umani si fa spasmodica, ma non riesce ad averne, vorrebbe sentirsi di nuovo utile, come quando svolgeva il lavoro di professoressa, o teneva i suoi corsi di pasticceria. Decide allora di mettersi in cerca di un lavoro. Pensa di avere un’opportunità cominciando dal vicino supermercato. Prende il coraggio a due mani e si presenta al direttore. Purtroppo in questo posto sono tutti troppo indaffarati e non le danno retta, è troppo  anziana. è strana, questa piccola signora con gli occhi grandi interrogativi che cerca di avere una conoscenza profonda delle persone. Decide quindi di mettere in giro dei volantini e proporsi come “nonna” babysitter. Li prepara con mota attenzione curando la stesura e la grafica, facendoli a mano uno per uno, ma nessuno li nota, nessuna famiglia accetta, In realtà c’è qualcuno che li nota e ne viene attirato, sono belli esteticamente e ben fatti e la bellezza attira sempre qualcuno, ma poi quando scoprono che si tratta di un’anziana signora si ritirano perché non la ritengono affidabile.

Un giorno Improvvisamente sembra aprirsi uno spiraglio, Vicino la sua casa apre un nuovo laboratorio di pasticceria

va molto di moda, per il gusto e per l’arte e la perfezione delle preparazioni. La signora riesce a fare amicizia con la giovane coppia di proprietari e coglie l’opportunità di aiutarli, è un incontro importante per lei perché può essere qualcosa di speciale, una nuova avventura.

Li aiuta alcuni pomeriggi a preparare il cibo, lei è molto brava ha l’amore e la saggezza delle persone anziane che hanno amato la propria vita, tutto sembra andare per il meglio quando un giorno però improvvisamente il il piccolo laboratorio per questioni burocratiche viene fatto chiudere e sgombrare, la giovane coppia è costretta a trasferirsi e la nostra signora così si ritrova nuovamente da sola e di nuovo la velocità della vita non le ha permesso di coltivare la magia di un’incontro speciale

Una mattina durante la sua consueta passeggiata di routine, la sua attenzione viene rapita, davanti l’edicola, da una notizia che riguarda la riforma sociale delle carceri e del welfare : un trattamento molto particolare per i carcerati anziani, che si trovano a scontare la pena nel penitenziario, ma hanno superato una certa soglia di età. Essendo persone spesso ormai poco pericolose che scontano le proprie pene da diverso tempo, con questa nuova legge vengono messe al centro di programmi in cui vengono valorizzate le loro capacità ed esperienze per la trasmissione di conoscenza e per la socialità. Si tratta di una legge che prende spunto da un’iniziativa già accolta da qualche anno in Giappone. il paese con la cultura a cui è tanto affezionata. La signora vive questa notizia quasi come un segno del destino 

Giorno dopo giorno, matura l’idea che farsi arrestare potrebbe essere la soluzione giusta ai suoi problemi. Comincia allora a preparare un piano, ma ha paura e si vergogna profondamente, il suo carattere, la sua cultura di origine la fanno essere una persona molto riservata e con un profondo senso morale.

Cerca ancora di trovare un lavoretto, di nuovo al supermercato, dove nel frattempo fa amicizia con una cassiera prima e poi con il Direttore, ma ottiene comunque solo rifiuti. I due si affezionano alla signora ma anche queste persone hanno i loro problemi e sono molto indaffarate,  non possono occuparsi di lei. Il Direttore è separato da qualche anno e paga gli alimenti alla moglie che è andata via con i figli e non gli permette mai di vederli. Anche lui vive da solo e si sente solo e spesso flirta con la cassiera, che però ha paura di mostrare i propri sentimenti per il direttore. La signora entro pian piano nelle loro vite, scopre il loro essere speciali e diventa un po’ la loro confidente e novella Cyrano riesce a farli comunicare in maniera più romantica alimentando la loro passione e facendoli dichiarare l’un l’altra. Spera in questo modo di ottenere alla fine un riconoscimento da parte del Direttore e quindi un piccolo lavoretto ma questa si rivela una falsa aspettativa. Il direttore capisce la situazione ma ha le mani legate i suoi capi non lo autorizzano e lui rischia di perdere il lavoro. 

La signora allora, si convince definitivamente ad attuare il piano dei furti.

Prova compiendone prima dei piccoli al supermarket, ma non riesce a farsi arrestare, il Direttore, che la conosce, la perdona e non vuole denunciarla pensa che sarebbe troppo mortificante. Per lei è un ulteriore smacco, non riesce neanche a farsi arrestare. A questo punto pensa a qualcosa di più grande, una vera e propria rapina. Per giorni osserva i movimenti delle cassiere e del Direttore, la consegna dei soldi, gli orari dei turni e delle consegne e prepara un piano dettagliato per agire. realizza una mappa, studia nel dettaglio tutte le mosse, prepara con attenzione ogni particolare. Con la precisione e la meticolosità che le è caratteristica e grazie ai suoi diari elabora un piano dettagliatissimo, sembra quasi che sia stata una rapinatrice da sempre, La cassiera però comincia a sospettare qualcosa e ne parla con il Direttore. I due si accorgono che la signora sta tramando qualcosa ma la conoscono molto bene e le sono affezionati quindi non intervengono fino a quando arriva il fatidico giorno. 

Quel giorno tutti sono presi dal loro lavoro e la rapina incredibilmente riesce liscia come l’olio e la signora scappa, ma le cose vanno troppo bene nessuno riesce a fermarla, tutti hanno sottovalutato le sue capacità e si sono fatti prendere in contropiede. Lei non è affatto contenta il piano era farsi prendere, certo sarebbe stato meglio non davanti a tutti, troppa vergogna, ma in fondo che importa meglio una vergogna temporanea che sentirsi soli. Decide quindi di fare in modo che la polizia riesca a trovarla, lascia indizi per farsi incriminare ed arrestare Il Direttore viene allertato dalla polizia e la signora viene riconosciuta. É necessario per l’arresto però una sua denuncia. Il Direttore è combattuto, non vorrebbe denunciarla e va a parlarle. Il loro dialogo è fondamentale, i due si parlano a lungo mostrando le loro vulnerabilità e la parte più profonda del loro animo. 

Il Direttore dal loro dialogo capisce il dolore dell’anziana signora e quanto questo loro incontro sia unico e speciale per entrambi, le motivazioni che l’hanno spinta a questo gesto folle e pur con qualche senso di colpa decide di assecondarla nel suo intento, si convince lo fa in fondo per amore verso di lei, perché la capisce, comprende il suo bisogno di avere un senso nel grande disegno della vita così come è in fondo anche per lui stesso. La denuncia e la signora viene arrestata. Adesso l’anziana signora non è più sola, ha coronato il suo sogno, in carcere è circondata di persone che l’accudiscono e la riconoscono, le vogliono bene, lei si sente importante amata e riconosciuta, si fanno aiutare da lei che insegna a leggere ed a preparare i dolci, adesso si sente utile ed un giorno finalmente anche il figlio con la famiglia la viene a trovare dall’America. 

Questo soggetto non può essere riprodotto in nessun modo, è stato depositato presso la SIAE.

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